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Gianfrancesco Colzani

BIOGRAFIA

nato a:                        Seveso   (Milano)                  il: 31.07.1940

domiciliato in                       Milano                       prov: MI

via                                        E. Kant, 08

tel/fax:                                    02/33401641

E-mail:                                   gicolza@tin.it

ha ottenuto il dottorato in    Teologia dogmatica

presso la Facoltà di  Milano                       il: 08.03.1971 

ha pubblicato la dissertazione con il titolo: La missionarietà della Chiesa. Saggio sull’epoca moderna fino al Vaticano II, Bologna, Ed. Dehoniane 1975.

Nell’anno accademico 2002-2003 é: docente stabile straordinario

presso:                        Pontificia Università Urbaniana

Facoltà di:                  Scienze della Missione

cattedra di:                 «Teologia della Missione»

insegnamento di:        Teologia sistematica della missione - annuale

                                   Conversione e sequela - semestrale

                                   Missione e Spirito santo - semestrale

                                   Missione ed ecumenismo - semestrale

                                   Cooperazione missionaria - semestrale

é inoltre:                     docente incaricato

presso:                        Pontificia Università Urbaniana

Facoltà di:                  Teologia

insegnamento di:        «Teologia della Missione»

e presso:                     Pontificia Facoltà Teologica «Marianum»

insegnamento di:        La cooperazione di Maria

dal punto di vista ecclesiale, la sua posizione è la seguente:

presbitero per la chiesa di Milano dal:          27.06.1964

figura giuridica: residente presso la parrocchia M. Regina Pacis

                           (Milano).

é inoltre:                    Assistente Equipe Notre Dame (Varese 3)

                                   Già assistente nazionale (1994-1998)

 

Altri dati:                    Allegato 1: Curriculum

                                     Allegato 2: Pubblicazioni


 

LA COMUNICAZIONE  IL PROBLEMA, IL SIGNIFICATO

 

Prima di essere un fatto tecnico, la comunicazione é un grande fatto culturale. Da almeno tre decenni, la comunicazione è al centro di dibattiti culturali, filosofici e teologici, dato che ci si rende conto molto bene che chiama in gioco gli aspetti più profondi della vita: l’espressione della propria soggettività, l'incontro con l'altro, la costruzione di rapporti dialogici. É in questo contesto che la socialità e la società umana hanno ritrovato la loro importanza.

La consapevolezza di questo nodo e del suo rilievo invita a formulare qualche riflessione che sia di orientamento e di guida. Per farlo, vorrei cominciare con l’offrire una prima panoramica del nostro tema. Sono talmente numerosi gli spunti, le sfaccetta­ture e le questioni che mi scuso in anticipo per la semplificazione e le forzature che, inevitabilmente, finirò per introdurre nel tema.

 

1. La comunicazione a una svolta

 

Occorre, per prima cosa, abbandonare una concezione solo strumentale della comunicazione: comunicare mi serve per...; per quanto sia vera, una simile concezione é una concezione impoverita che fa riferimento ad un modello sostanzialmente efficientistico e produttivo di convivenza e di comunicazione. Comunicare é molto di più. Comunicare é l’ambito e la modalità fondamentale del nostro divenir-persone. In una società del benessere poi, dove i bisogni primari sono soddisfatti, la sazietà spinge verso un ripensamento della qualità dei rapporti, spinge ad un impegno che rompa la solitudine, che offra nuove possibilità di vita, che tocchi le ragioni più profonde dell’esistere.

Comunicare non é solo dire, informare, ma é rendere l’altro partecipe della mia vita, é condividere, stabilire un rapporto. In una parola, la comunicazione appartiene alla ricerca sulla vita e sul senso del vivere: la gioia, il pianto, la danza, il canto dicono la profondità della vita e l’importanza della condivisione. In modo allusivo ma significativo, il Salmo 132 afferma: «quanto é buono e quanto é soave che i fratelli vivano insieme». Ad avvertirlo quasi istintivamente, per la loro singolare vicinanza al mistero della vita, sembrano essere più gli adolescenti e le donne che gli adulti indaffarati del nostro tempo; questi stanno insieme non perché é “buono” ma per fare qualcosa. Ritrovarsi senza un programma equivarrebbe a spreco, perdita di tempo. In realtà, prima di essere strumento per qualcosa, la comunicazione é una modalità originaria della vita e della persona; chi non comunica impoverisce la sua vita.

Il nesso tra esistere e comunicare é talmente profondo che si può dire che la persona é parola, cioè scambio, offerta o negazione di senso. Il sorriso, il volto, lo stesso semplice esserci é domanda di comunicazione, é interpellanza d’altri. Ora il punto é che la comunicazione é diventata difficile e problematica. Nonostante questa dimensione sia così profondamente radicata in noi, aprirsi e comunicare non é scontato e pacifico. Comunicare vuol dire muoversi lungo il filo di una partecipazione vicendevole che, tendenzialmente, vorrebbe raggiungere tutti: poiché ci si apre non a questo o a quest’altro ma all’altro in genere, si vorrebbe arrivare a comunicare con tutti. Il fatto che non solo non avvenga ma sia addirittura problematico deve interrogarci.

Tra le molte ragioni, la prima che richiamerei é che una certa incomunicabilità appartiene alla nostra unicità, alla nostra singolarità. Una certa solitudine appartiene alla originalità di ciascuno ed alla sproporzione che sempre vi é tra ciò che sono e ciò che vorrei comunicare, tra ciò che voglio comunicare e ciò che riesco a comunicare o, più ancora, ciò che l’altro capisce. Senza richiamare l’aggressività o l’intolleranza, si deve riconoscere che il bisogno di essere indipendenti é dominante in ciascuno di noi ed ha, a volte, finito per recidere le ragioni dello stare insieme; parliamo molto ma ascoltiamo poco. Amiamo il raccontarci ma non l’ascoltare il racconto altrui. La nostra vita migliorerebbe se fossimo capaci di essere artigiani dell’ascolto almeno tanto quanto siamo professionisti del dire.

Nasce così un pluralismo di linguaggi ed una multiformità di soggetti che rendono complessa la comunicazione. Un cristiano, però, non può assistere con indifferenza alla trasformazione della unità e della comunione pentecostale in una divisione babelica; non può accettarlo perché appartiene ad una chiesa che, come ricorda Lumen Gentium 1, é segno e strumento della comunione di Dio con l’umanità e della unità degli uomini tra loro. Nasce da qui una attesa ed un impegno che deve assumere anche lo spazio del comunicare come uno spazio prezioso e fecondo in cui incarnare i valori della fede.

            Questa difficoltà a comunicare é maggiorata da una cultura che ha esaltato il soggetto in modo unilaterale, fino addirittura - con l’idealismo - a perdere il rapporto con la realtà. La tradizione personalista cristiana é stata stravolta nei termini della egemonia del soggetto e del primato della ragione; la conclusione di questo percorso é stata la volontà di potenza e di dominio di Nietzsche, l’analisi marxista dei rapporti di produzione, la protesta esistenzialista di Kierkegaard ed il silenzio dei giochi linguistici di Wittgenstein. In questi esiti l'interesse per la comunicazione è praticamente nullo. L’altro é ridotto ad un altro me stesso, a quanto - in lui - vi é di uguale a me o di interesse per me. Bisognerà aspettare Buber, Lévinas e Habermas perché questo interesse rinasca.

In una società tecnologica come la nostra, infine, una difficoltà maggiori nasce dalla sostituzione dei procedimenti tecnici alla comunicazione personale. Nasce una comunicazione depersonalizzata che, per la sua pretesa di rivolgersi a tutti, dovrà essere il più possibile priva di accenti personali. La comunicazione é così calata entro ruoli fissi; in essi chi informa detiene tutto il potere mentre chi é informato é pensato come puramente passivo. Unidirezionale e acritica, questa comunicazione si presta facilmente a obiettivi di puro profitto o di manipolazione ideologica. Da qui lo sforzo di analizzare questa realtà, le sue dinamiche ed i suoi risultati. Il ripensamento di questa realtà trascina con sé il bisogno di ripensare l’intersoggettività; l’altro non é il riflesso della mia soggettività ma é il diverso con cui entrare in rapporto.

 

2. Per una fondazione della comunicazione

 

Il punto basilare é qui l’impossibilità che una persona possa rinchiudersi su di sé: fin dalla nascita, l’uomo é apertura e movimento verso l’altro, verso un “tu”. La reciproca percezione di un “io” e di un “tu”, insieme alla consapevolezza della originalità di ciascuno e della loro reciproca irriducibilità, spiega l’esigenza di muoversi alla scoperta del proprio “io”. Là dove questi due momenti si staccassero, si finirebbe inevitabilmente per attestarsi da una parte verso un narcisismo egocentrico e dall’altra verso una fantasticheria irreale o verso una evasione impoverente. Il rapporto tra questi due momenti mostra come falsa o superficiale una comunicazione che non nasca dal raccoglimento; la mancanza di attenzione alla propria interiorità é il modo peggiore di accostarsi a quella altrui: scade nella superficialità dell’esibirsi e nel piacere di indagare la vita altrui.

            Per questo la fondazione della comunicazione é una indagine sulle condizioni antropologiche del suo esercizio. Questa ricerca risulta ancora più importante per il fatto che nessuno entra nel mistero insondabile dell’altro se non attraverso la guida del gesto e delle parole con cui l’altro si esprime; interpretandole sulla base del significato che hanno per noi, possiamo con una certa approssimazione ritenere che anche l’altro senta e reagisca così. Nasce allora un comprendere, un prevedere, un attendersi, un rispondere a quanto abbiamo colto come proprio dell’altro.

Certo é anche possibile non capirsi, fraintendersi, nascondersi: Tutti sappiamo che si può fare uno splendido sorriso ad una persona per la gioia di averla incontrata e si può fare lo stesso splendido sorriso per non farle capire quanto ci rompa l’averla incontrata. A poco a poco, però, nasce un orizzonte comune di regole condivise da tutti che permettono di coordinare la nostra libertà con quella altrui. Abbiamo così una sorta di «comunità ideale di comunicazione» alla cui autorità tutti dovranno attenersi e dovranno farlo in modo da valorizzare la loro specifica prospettiva.

La comunicazione nasce così dal dialogo, nasce dal riconoscimento che non basto da solo per la mia esistenza: per un verso la comunità umana precede la comunicazione, la suppone e la sviluppa, per un altro é la comunicazione che ridefinisce il culturale ed il sociale. Va da sé che, in un mondo di autonomie e di identità diverse e divergenti come il nostro, l’incontro dialogico e comunicativo non é necessariamente pacifico: in quanto presa d’atto della diversità, é sempre esperienza di possibilità e di limiti, di promesse e di estraneità. Da qui il bisogno di rispetto e di accoglienza, dato che la comunicazione é sempre un affidarsi; da qui la rabbia di chi, nel fallimento della comunicazione, si sente ingannato.

            Nel nostro tempo, poi, la comunicazione mass-mediale offre un quadro settoriale che dissolve il significato dell’esistenza e la sua ricerca; da una parte il mondo della vita si scinde in una pluralità di sfere e di comportamenti in cui la ragione annulla la sua universalità, dall’altra la razionalità tecnica si esaurisce in un dominio ed in un progresso privi di riferimento ultimo. Ne viene un impoverimento delle persone esposte ad un genere impoverito di comunicazione: le singole sfere della vita diventano spazio per una cultura da esperti sempre più lontana mentre la coscienza comune finisce per accontentarsi di un sapere spezzettato e di una visione della vita appiattita ed elementare che la lascia facilmente in balia delle manipolazioni.

*  *  *  *  *  *  *

La sfida di chi tenta di costruire un consenso sociale attorno all’agire comunicativo va oltre l’abbondanza di informazioni; smascherando l’illusione di onnipotenza che la molteplice offerta di informazioni induce e che lo zapping apparentemente conferma, si tratta di ricostruire il comunicare attorno alle esigenze vere e autentiche della vita e, per questo, delle persone. Per questa via nasce uno sforzo che guarda all’altro con fiducia e simpatia, la fiducia e la simpatia di chi pensa di averne un aiuto per costruire un cammino di speranza per tutti, in grado di mettere l’accento sulle questioni reali.


ALLEGATO 1: Curriculum

 

Gianfrancesco Colzani

nato a Seveso (Milano) il 31 luglio 1940

ordinato sacerdote per la chiesa di Milano il 27 giugno 1964

ha insegnato:

 Teologia biblica e teologia fondamentale:

collegi arcivescovili “Ballerini” di Seregno (MI) e “Pio XI” (MI) di Desio: 1964-1969; Seminario minore di Arcore (Mi): 1969-1971.

Antropologia Teologica:

Seminario Minore di Masnago (VA): 1972-1981

Seminario teologico Pio XI di Venegono Inferiore (VA): 1973-1976.

Escatologia e Mariologia:

Seminario Teologico di Venegono: 1988-1998.

Cristologia, Antropologia teologica ed Ecclesiologia:

Studentato Teologico del PIME a Milano e Monza: 1976-1991.

Ecclesiologia, Antropologia Teologica, Escatologia e Mariologia:

Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano: 1986-1998.

Introduzione alla Teologia:

Università Cattolica del S. Cuore di Milano: 1983-1996.

Antropologia Teologica, Introduzione alla ricerca in Antropologia Teologica, Escatologia, Mariologia:

presso la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia centrale di Firenze: 1995-2002.

A questi vanno aggiunti i corsi di specializzazione alla Licenza in Antropologia teologica, tra i quali: Il male: problemi e indicazioni teologiche (1996-1997); Lo Spirito e la antropologia cristiana (1997-1998); La fede e la società moderna: W. Pannenberg e K. Rahner (1998-1999); Corpo e persona: la riscoperta della corporeità e la differenza sessuale (1999-2000); Chiliasmo e apocalittica: l’evoluzione del millenarismo (2000-2001); L’anima tra riduzione alla psyke e apertura a Dio (2001-2002).

  

insegna:

 

Teologia sistematica della missione, Conversione e sequela, Missione e Spirito santo, Missione ed ecumenismo, Cooperazione missionaria:

            Pontificia Università Urbaniana - Facoltà di scienze della Missione (2000-  )

Teologia della Missione:

            Pontificia Università Urbaniana - Facoltà Teologia (2000-  )

La cooperazione di Maria alla salvezza in Cristo

Pontificia Facoltà teologica «Marianum»

 

collabora alle seguenti riviste:

Ad Gentes. Teologia e antropologia della Missione.

Euntes Docete; La Rivista del Clero italiano; Credere oggi; Via Verità e Vita.

 

ha pubblicato articoli anche su:

Aggiornamenti sociali; La Scuola Cattolica; Vivens Homo; Comunità.


ALLEGATO 2: Pubblicazioni

 

Gianfrancesco Colzani

nato a Seveso (Milano) il 31 luglio 1940

ordinato sacerdote per la chiesa di Milano il 27 giugno 1964

Ha pubblicato:

 

  1. L’uomo in Cristo Gesù, Roma, Ut unum sint 1972.

  2. La missionarietà della chiesa.  Saggio sull’epoca moderna fino al Vaticano II, Bologna, Dehoniane 1975.

  3. L’uomo nuovo. Saggio di antropologia soprannaturale, Torino, Elle Di Ci 1977.

  4. La comunione dei santi. Unità di cristologia e di ecclesiologia, Casale Monferrato (AL), Marietti 1983 (tr. spagnola: La comunion de los santos. Unidad de cristologia y eclesiologia, Santander, Ed. Sal Terrae 1986).

  5. Nella pienezza dello Spirito, Casale Monferrato (AL), Marietti 1985.

  6. Antropologia Teologica.  L’uomo paradosso e mistero, Bologna, Dehoniane 1988; 21997 riveduta e accresciuta.

  7. Antropologia cristiana. Il dono e la responsabilità, Casale Monferrato (AL), Ed. Piemme 1991.

  8. I sacramenti parlano ancora. Per celebrare la festa e la vita, Milano, Ed. Paoline 1994.

  9. Teologia della missione. Vivere la fede donandola, Padova, Ed. Messaggero 1996.

  10. Maria. Mistero di grazia e di fede, Cinisello Balsamo (Mi), San Paolo 1996.

  11. Ecclesiologia, in G. Canobbio (ed.), I documenti dottrinali del Magistero, Brescia, Queriniana 1996, pp. 527-735.

  12. Lo Spirito del Dio di Gesù festa della vita, Torino, ElleDiCi 1998.

  13. La teologia e le sue sfide. Aperture e dialogo. Postfazione di S. Dianich, Milano, Ed. Paoline 1998.

  14. Karl Rahner. Dal mistero di Dio la comprensione dell’uomo, Milano, In Dialogo Cooperativa culturale 2000.

  15. Cattolicesimo, Brescia, Queriniana 2000

  16. La vita eterna. Inferno, purgatorio, paradiso, Milano, Mondadori 2001.

  17. La missione centro della Chiesa. L’apporto teologico di p. Paolo Manna, in G. Butturini – G. Colzani, Illuminata passione. Il beato Paolo Manna nella storia della missione contemporanea, Bologna, E.M.I. 2001, pp. 49-184.


Ha curato la pubblicazione di:

 

  1. Creazione e male del cosmo. Scandalo per l’uomo e sfida per il credente. a cura di G. Colzani, Padova, Messaggero 1995.

  2. Le sfide missionarie del nostro tempo. a cura di G. Colzani, Bologna, E.m.i.  1996.

  3. Verso una nuova età dello Spirito. Filosofia - Teologia - Movimenti, a cura di G. Colzani, Padova, Messaggero 1997.

  4. Enciclopedia del Cristianesimo. Storia e attualità di 2000 anni di speranza, Novara, De Agostini 1997.

  5. Lasciarsi condurre dallo Spirito. La spiritualità missionaria, Bologna, E.M.I., Bologna 2002.

 


 

Ha pubblicato articoli su opere in collaborazione:

 

  1. Beatitudine-Dannazione, in Aa. Vv., Dizionario Teologico Interdisciplinare. I, Torino, Marietti 1977, pp. 491-503.

  2. Creazione, in Aa. Vv., Dizionario Teologico Interdisciplinare. I, Torino, Marietti 1977, pp. 601-614.

  3. Purgatorio, in Aa. Vv., Dizionario Teologico Interdisciplinare. II, Torino, Marietti 1977, pp. 853-864.

  4. La morte in Cristo, in Aa. Vv., La pastorale dell'uomo nell'ora della morte, Brezzo di Bedero (VA), Ed. Salcom 1979, pp. 137-155.

5. Teologia della catechesi, in Aa. Vv., Catechisti Testimoni. Atti del IV Convegno catechistico diocesano. (Busto Arsizio 30 settembre-6 ottobre 1984), Milano, Centro Ambrosiano di Documentazione e Studi religiosi 1985, pp. 86-106.

6. Il problema dell’istanza veritativa e le sue implicazioni catechistiche, in Aa.Vv., L’istanza veritativa nella catechesi, Milano, Gruppo Italiano Catecheti 1986, pp. 13-27.

  1. L’apporto della teologia all’insegnamento della religione cattolica, in Aa. Vv., L’insegnamento della religione cattolica nella scuola secondaria superiore, Torino, Ufficio Catechistico Nazionale – Elle Di Ci 1987, pp. 37-43.

8. Itinerari di fede. Il problema e le esperienze, in Aa. Vv., Scommessa sulla parrocchia. Condizioni e percorsi dell’azione pastorale, Milano, Ed. Ancora 1989, pp. 45-54.

  1. CEB: parrocchia impegnata nel territorio, Catania, Ed. Chiesa-Mondo 1990.

10.  Un problema: il sacerdozio della donna, in Corso di Aggiornamento teologico, Milano 1988.

  1. Dio nella creazione? La teologia si interroga, in Aa. Vv., Ambiente e tradizione cristiana, Brescia, Morcelliana 1990, pp. 41-52.

12.  L’immagine del sacerdote, in Aa. Vv., Italia cattolica. Fede e pratica religiosa negli anni Novanta, Firenze, Vallecchi 1991, pp. 240-252.

  1. «Populorum Progressio»: un’intuizione etica al servizio della speranza, in G. Campana (a cura di), Paolo VI. Testimone della fede difensore dell’uomo, Vigodarzere, Centro Editoriale Cattolico Carroccio 1992, pp. 93-105.

  2. Una nuova tappa della catechesi. La catechesi missionaria, in Aa.Vv., La lampada e l'olio. Dal Rinnovamento della Catechesi alla Nuova Evangelizzazione, con Mons. ALDO DEL MONTE, Torino, ElleDiCi 1992, pp. 201-211.

  3. Le parole della fede. Dall'esperienza classica alla sapienza cristiana. Milano, 5-22 ottobre 1993. I: La "Fides". Affidamento a Dio e responsabilità per il regno. II: La "Iustitia". Accoglienza dell'agire di Dio e compimento del regno, a cura di A. Valvo, Milano, Università Cattolica del S. Cuore 1994, pp. 45-54. 111-120.

16.  «Reazione» di un teologo cattolico, in A.T.I., Dio, mondo e natura nelle religioni orientali. a cura di G. Canobbio, Padova, Ed. Messaggero 1993, pp. 151-165.

  1. Gesù Cristo salvatore di tutti. Punti fermi. Problemi aperti, in Aa. Vv., Salvezza universale e salvezza in Cristo. Confronto di tradizioni religiose, Cinisello Balsamo (MI), Ed. San Paolo 1994, pp. 128-158.

  2. Lo sport: note teologiche su un fatto umano e sociale, in C. Mazza (a cura di), Fede e sport. Fondamenti, contesti, proposte pastorali, Casale Monferrato (AL), Ed. Piemme 1994, pp. 51-66.

  3. L’antropologia teologica e il suo divenire. Il punto di vista cattolico, in G. Bof (a cura di), Antropologia culturale e antropologia teologica, Bologna, Dehoniane 1994, pp. 137-146.

  4. L’escatologia nella teologia cattolica degli ultimi 30 anni, in G. Canobbio-M. Fini (a cura di), L’escatologia contemporanea, Padova, Messaggero 1995, pp. 81-120.

21.  Introduzione, in K. Rahner, Visioni e profezie. Mistica ed esperienza della trascendenza, Milano, Vita e Pensiero 1995, pp. 9-27.

22.  Motivi ecclesiologici e pastorali delle nuove fondazioni religiose lombarde (1815-1859), in R. Sani (a cura di), Chiesa, educazione e società nella Lombardia del primo Ottocento, Milano, Centro Ambrosiano - Istituto Tipografico Lombardo 1996, pp. 139-161.

  1. Il futuro del mondo tra processi evolutivi e compimento in Cristo. Per un dialogo tra fede e scienza, in ATI, Futuro del cosmo futuro dell’uomo. a cura di S. Muratore, Padova, Messaggero 1997, pp. 281-308.

  2. Il compimento della creatura. L'antropologia soprannaturale come «ristorazione» della persona, in Istituto di Scienze Religiose in Trento, Credere pensando. Domande della teologia contemporanea nell’orizzonte del pensiero di Antonio Rosmini. a cura di K.H. Mencke-A. Staglianò, Brescia, Morcelliana 1997, pp. 273-292.

  3. La Roccia e la Sabbia. L’impegno dell'uomo e le ragioni della fede, in Aa. Vv., Le ragioni della fede. Come credere oggi, Casale Monferrato (AL), Ed. Piemme 1997, pp. 5-26.

  4. I giovani, nuova risorsa di una Chiesa tutta missionaria, in Aa. Vv., Educare i giovani alla missione. V Seminario di Pastorale giovanile. 19-20 ottobre 1996, Roma, Pontificia Università S. Tommaso d’Acquino. Facoltà di Teologia - Istituto superiore di Scienze Religiose «Mater Ecclesiae» 1997, pp. 17-27.

  5. Chiesa particolare e comunione universale, in Aa. Vv., La Chiesa mistero di comunione per la missione. Un contributo teologico e pastorale, Roma, Urbaniana University Press 1997, pp. 19-26.

28.  Istanze formative poste dalla missione alla comunità seminaristica; Sintesi dei lavori di gruppo, in Aa. Vv., Preti per la missione. La dimensione missionaria nella spiritualità del presbitero diocesano, Bologna, E.M.I. 1997, pp. 117-124.125-128.

29.  La nozione di «giustificazione». Il senso del suo impiego nei dibattiti tridentini, la verifica di un modello di comprensione, in A.T.I., La giustificazione. a cura di G. Ancona, Padova, Messaggero 1997, pp. 65-111.

  1. Antropologia; Antropologia moderna; Peccato originale; Perdono, in Dizionario di Teologia della Pace. a cura di L. Lorenzetti, Bologna, Dehoniane 1997, pp. 987-990. 990-992. 686-688. 760-762.

  2. La dottrina della giustificazione alla prova della storia. La proposta barthiana ed il dibattito ecumenico, in Pontificio Ateneo della Santa Croce, La giustificazione in Cristo. Atti del II Simposio Internazionale della Facoltà di Teologia (Roma, 14-15 marzo 1996). a cura di J.M Galván, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 1997, pp. 35-60.

32.  Unità ed organicità della Teologia. Unità ed organicità del "curriculum” teologico, in G. Lorizio - S. Muratore (edd.), La frammentazione del sapere teologico, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo 1998, pp. 145-159.

  1. Evangelizzare: compito e sfida per la Chiesa, in GIOC, Il Vangelo ai giovani lavoratori. Proposta per un itinerario di evangelizzazione, Roma, Fondazione "Apostolicam Actuositatem" 1998, pp. 79-103.

  2. Corpo; Sensi; Sentimento; Uomo spirituale, in Dizionario di Mistica. a cura di L. Borriello - E. Caruana - M.R. Del Genio - N. Suffi, Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana 1998, pp. 354-356. 1122-1125, 1130-1132. 1242-1249.

  3. La giustizia di Dio. Dalla custodia di un ordine al dono della riconciliazione, in A. Acerbi - L. Eusebi (edd.), Colpa e pena? La teologia di fronte alla questione criminale, Milano, Vita e Pensiero 1998, pp. 127-143.

  4. Spirito Santo e "nuova evangelizzazione”, in N. Ciola (ed.), Spirito, Eschaton e Storia, Roma, Mursia - Pontificia Università Lateranense 1998, pp. 105-118.

  5. Il carattere personale della verità: verità, libertà e salvezza, in Scholé, Educazione e verità, Brescia, La Scuola 1998, pp. 7-24.

  6. Assolutezza de cristianesimo? Sul pluralismo religioso in risposta ad Angelo Amato, in A.T.I., Cristianesimo religione, religioni. Unità e pluralismo dell’esperienza di Dio alle soglie del terzo millennio. a cura di M. Aliotta, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo 1999, pp. 173-184.

  7. Elementi di antropologia teologica, in G.M. Comolli, I. Monticelli (edd.), Manuale di pastorale sanitaria, Torino, Ed. Camilliane 1999, pp. 39-60.

  8. Il silenzio del Padre, in M. Bellora (ed.), Lo stupore di essere figli, Milano, Parrocchia S. Maria del Suffragio, Milano 1999, pp. 51-74.

41.  Il peccato originale oggi: prospettive teologiche e indicazioni didattiche, in I. Sanna (a cura di), Questioni sul peccato originale, Padova, Ed. Messaggero 1996, pp. 219-23 I.

  1. Verso un cristocentrismo trinitario. Il valore “teologale” della riscoperta della Pneumatologia. in Gf. Coffele (ed.), Dilexit Ecclesiam. Studi in onore del prof. Donato Valentini, Roma, L.A.S. 1999, pp. 181-199.

  2. Fede e cultura. Rilievi conclusivi, in CEI - Associazioni Teologiche, Identità nazionale culturale e religiosa, Cinisello Balsamo (MI), San Paolo 1999, pp. 179-193.

  3. Aggiornamento bibliografico per l’edizione italiana, in D.J. Bosch, La trasformazione della missione. Mutamenti di paradigma in missiologia, Brescia, Queriniana 2000, pp. 746-761.

  4. La teologia della missione dopo il Vaticano II, in Missionari Oblati di Maria Immacolata, La missione senza confini. Ambiti della missione “ad gentes”. Miscellanea in onore del R.P. Willi Henkel O.M.I. direttore della Pontificia Biblioteca Missionaria e della Biblioteca della Pontificia Università Urbaniana. a cura di M. Rostkowski, Roma 2000, pp. 45-62.

  5. La dimensione religiosa dell’antropologia. Aspetto antropologico-teologico, in Istituto superiore di Scienze religiose - Università Cattolica del S. Cuore, Fondamenti antropologici dell’insegnamento della religione cattolica. a cura di C. Bresciani, Brescia, La Scuola 2000, pp. 35-61.